Gli ETF (Exchange Traded Fund) sono negoziati come le azioni, ma rappresentano un fondo di investimento, con l’obiettivo di sfruttare la diversificazione del rischio di un portafoglio e la trasparenza, tipica della negoziazione delle azioni. Quindi le principali caratteristiche degli EFT sono una negoziazione continua, come le azioni, al contrario dei fondi normali d’investimento dove le quotazioni sono disponibili solo una volta al giorno, di solito a fine giornata, inoltre replicano un Benchmark in maniera passiva.
Per le proprie caratteristiche intrinseche, basse commissioni e alti rendimenti rispetto a fondi e poiché pagano anche i dividendi o li reinvestono, gli ETF hanno riscosso un grandissimo successo tra gli investitori e risparmiatori, a tal punto che sulla Borsa italiana oggi sono negoziati oltre 300 ETF, nonostante che hanno compiuto il loro ingresso nel nostro mercato da pochissimi anni.
Con gli EFT, è possibile avere esposizioni su indici azionari di qualsiasi tipo e area geografica, indici obbligazionari, indici di materie prime, società immobiliari ecc. (l’unico problema potrebbe essere la valuta di riferimento di rendimento dell’indice, in alcuni casi si potrebbe ridurre o aumentare il rendimento degli ETF in relazione alla valuta di negoziazione, e nel nostro caso di scambio dell’Euro, ma un investitore consapevole può coprirsi anche dal rischio di scambio sul mercato forex, con opzioni oppure con operazioni spot).
Altri vantaggi sono: una commissione in relazione alla detenzione degli stessi applicate per l’acquisto e per la vendita, quindi non si pagano commissioni di entrata, uscita o sul rendimento, inoltre sono quotati su EFTplus, quindi non presentano rischio di insolvenza, costituendo un patrimonio separato dalle società che li gestiscono. Gli ETF, possono anche essere venduti allo scoperto e, in un ottica dal brevissimo periodo a gestioni di lungo periodo.
Per quanto riguarda le tasse degli ETF, se l’investitore è in condizioni di regime del risparmio amministrato, l’intermediario trattiene un’imposta del 12,5%, senza che il cliente debba riportare i rendimenti nella dichiarazione dei redditi.
Oltre agli ETF, esistono anche gli ETF strutturati e gli ETC (Exchange Traded Commodities), presenti in Borsa Italiana solo dal 2007, che sono strumenti che hanno delle notevoli differenze nelle finalità di gestione rispetto agli ETF, ma anche molte peculiarità nella loro negoziazione. Gli ETF strutturati permettono di realizzare strategie complesse, come di protezione, con leva, utilizzando anche opzioni. Gli ETC (Exchange Traded Commodities), invece sono legati alle materie prime o ai loro derivati, ma non sono fondi.
Tutti questi strumenti vengono negoziati sul mercato ETFplus, in particolare gli ETF nel segmento a, gli Etf strutturati nel segmento b, e gli ETC nel segmento c.

